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Il cerchio - prologo
30.08.2025 |
1.962 |
7
"Nel profondo il pensiero la fece sorridere, era forse tentata ma era troppo per lei; non disse nulla, le amiche avevano già capito che non avrebbero potuto contare sulla sua presenza..."
Era un giovedì sera come tanti. I mariti erano usciti per la solita partita di calcetto, i figli erano già a letto, e sul tavolo della cucina di Laura c’era una bottiglia di vino bianco aperta a metà. Le tre amiche si erano ritrovate lì, come spesso accadeva: un piccolo rituale tutto loro, nato negli anni, per raccontarsi la settimana, sfogarsi, ridere, a volte anche piangere.Laura, 42 anni, sposata da più di quindici, due figli alle scuole medie. Solare, sempre a proprio agio in qualsiasi contesto sociale, elegante senza ostentazione, un po’ vanitosa, sorridente. Ama la stabilità della sua famiglia, ma da tempo il matrimonio è diventato più “compagno di viaggio” che avventura, e la sua sensualità e la sua curiosità latente sono rimaste compresse. Ma ama valorizzare il suo corpo maturo e ben curato, sotto i lunghi capelli biondo scuro, con piccoli dettagli – un profumo, un bracciale, una scollatura sul seno ancora pienamente in forma – che la fanno sentire donna oltre che madre e moglie.
E poi c’è Anna, 43 anni, un anno più di Laura, capelli castani alle spalle e un corpo molto femminile, con curve morbide e un’aria rassicurante. È sposata da molto tempo, ha un figlio adolescente e una bambina più piccola. Razionale e prudente, concreta e organizzata, quasi “la mamma perfetta” che tiene insieme la famiglia con metodo e senso pratico. Non timida, ma di sicuro meno estroversa di Laura: spesso è lei a ridimensionare gli entusiasmi di fronte a proposte fuori dall’ordinario, fosse anche un nuovo ristorante etnico da provare. Ma dentro ha un lato represso, una sensualità più mentale che fisica, fatta di fantasie che non ha mai osato confessare a nessuno. A differenza di Laura, che brilla di luce propria, Anna gode nell’essere coinvolta, “trascinata” in situazioni che non avrebbe creato da sola. Quando accade, però, la sua passione si libera con intensità sorprendente: insomma, una di quelle donne che, viste vestite, sembrano discrete e normali, ma una volta nude rivelano una sensualità naturale e vera.
Infine, c’è Michela, 41 anni, la più giovane delle tre. Sposata da una decina d’anni con un figlio unico, ancora alle elementari. è sempre stata la più insicura e riservata del trio. Capelli neri e un corpo non scolpito ma armonioso, Michela ha sempre avuto un rapporto complicato con il proprio corpo, che solo con il tempo sta imparando ad apprezzare: le piace curarsi, certo, ma più per conformismo che per piacere personale. Insomma, non si è mai sentita del tutto “all’altezza”, né abbastanza attraente. E anche nella vita di coppia è affettuosa, ma più passiva, ha sempre lasciato che fosse il marito a prendere l’iniziativa, nascondendo dietro al suo pudore il desiderio di qualcosa di diverso che non ha mai voluto confessare nemmeno a sé stessa.
Laura, con i capelli sciolti sulle spalle e il suo solito sorriso luminoso, stava raccontando un aneddoto divertente della sua giornata in ufficio. Gesticolava, rideva, e con la sua solita energia riempiva la stanza. Anna, seduta di fronte a lei, la ascoltava con attenzione. Sorrideva, ma in modo più misurato, sorseggiando lentamente il vino. Ogni tanto faceva domande pratiche, quasi a riportare la conversazione coi piedi per terra, e del resto era così con tutto: prudente, razionale, sempre attenta a non lasciarsi trascinare troppo. Michela invece, appoggiata con il gomito al tavolo, guardava l’una e l’altra, parlando meno. Non era timida con loro, ma tendeva a stare un passo indietro, a ridere delle battute senza aggiungere troppo.
La serata proseguiva tranquilla, tra chiacchiere di figli, lavoro, mariti distratti. Laura ad un certo punto, con la sua solita leggerezza, disse: “Ragazze, ho sentito che in città ha aperto un nuovo centro benessere, ne avete sentito parlare? Ho letto in rete che il venerdì sera fanno la serata solo donne. I nostri uomini hanno la “serata calcetto”, quasi quasi potremmo farci una seratina anche noi…”
Michela arrossì appena. Nel profondo il pensiero la fece sorridere, era forse tentata ma era troppo per lei; non disse nulla, le amiche avevano già capito che non avrebbero potuto contare sulla sua presenza.
Anna alzò un sopracciglio, scettica. “Solo donne? E a che serve? Non possiamo farci una sauna normale?”. Laura sorrise: l’avrebbe convinta, come al solito.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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